Tu sei un influencer: a un grande potere corrisponde una grande responsabilità

di Bruno Mastroianni



Dopo l'ennesima discussione su Facebook (impegnativa, a tratti feroce, ma senz'altro proficua) sono tornato a riflettere su un aspetto essenziale della nostra vita online: ognuno di noi nel suo piccolo è un influencer.

Questo termine, che di per sé non è un granché, descrive la realtà di quelli che sul Web si sono guadagnati un posto preminente e hanno oggi la capacità di incidere sulla vita online di molte persone con i loro temi e le loro proposte. Una sorta di versione riveduta e corretta degli opinon leader e degli opinion maker dei vecchi tempi.

Ecco, penso che questa visione può distrarci. Può farci applicare al mutato scenario di comunicazione categorie vecchie, dell'epoca precedente, in cui era presente uno stacco, un salto di qualità, tra comunicatori e pubblico. Oggi sarebbe fuorviante pensare alla Rete in questi termini. Non c'è una massa informe di grigi utenti sconosciuti da una parte, e una élite di luminosi e importanti influencer dall'altra. In realtà il Web è molto più disorganizzato e orizzontale, e ciascuno di noi, seppur nel suo piccolo, quotidianamente, è in qualche modo un influencer verso le persone con cui è in connessione.

Quel che facciamo online lascia traccia

Sembra una banalità ma non lo è. Perché lo possiamo dimenticare: per ogni cosa che accade nel mondo e nella nostra vita, abbiamo la chance di viverla online assieme alle persone che ci sono attorno. Pensiamo a un evento drammatico come gli ultimi episodi di violenza terroristica: i nostri commenti, le nostre idee, le nostre risposte, che ci piaccia o no, lasciano una traccia negli altri (non importa se molti o pochi).

Ciò è sempre accaduto, anche prima del Web, ma oggi qualcosa è cambiato: i social hanno aumentato quantitativamente e qualitativamente la nostra capacità di incidere su chi ci sta attorno. Le tecnologie ci hanno abilitato a un potere che prima non avevamo.

Questi "altri" solitamente sono persone con cui abbiamo un legame (di amicizia, di stima professionale, di parentela, di reputazione) e sarà proprio quel legame a dare forza e peso alla nostra azione. Non siamo semplicemente degli asettici distributori e recettori di messaggi, ma persone in relazione tramite tecnologia digitale. In virtù di queste relazioni il nostro agire online porta con sé un certo grado di responsabilità: ciò che facciamo ha effetti reali su persone reali.

Tra l'altro più si è legati più l'effetto aumenta. Anche i dati lo confermano: gli influencer più efficaci sono individuati dalla vicinanza. Ad esempio i dati dell'Edelman Trust Barometer (qui sotto) riportano che nelle informazioni che riceviamo sui social, la fiducia più alta è accordata a amici e membri della famiglia più che a esperti e altre voci.


Stesso risultato in un'altra ricerca di qualche tempo fa sulle cause sociali a cui aderire online: le fonti delle cause a cui si aderisce sono più i familiari e gli amici che altri mezzi (qui sotto i dati).



Io e te dobbiamo mettercelo in testa: non possiamo stare sui social come niente fosse, dire la nostra "a caso" come se non importasse più di tanto, come se non fossimo nessuno. Siamo invece molto importanti e influenti per qualcuno, forse per molte più persone di quello che pensiamo.

Qui un punto centrale che va sempre ribadito: altro che virtuale, il digitale è reale. Sui social, ma anche su whapp e altre app di messaggistica, ci si può fare bene e ci si può fare male; ci si può conoscere o manipolare; ci si può offendere e ci si può amare. Chiunque di noi è stato male per una rispostaccia ricevuta, per un commento aggressivo, oppure è rimasto incantato da un ringraziamento, o in sospeso per ore mentre cercava di pensare a che risposta dare. Non sono esperienze fittizie. È vita relazionale vivissima.

Dovremmo sentire sempre più questo richiamo all'impegno, lo stesso che sperimentano i personaggi che assumono ruoli pubblici. Ogni volta che tiriamo fuori dalla tasca il nostro dispositivo anche noi assumiamo un ruolo e dobbiamo risponderne agli altri con cui siamo connessi. È un grande potere a cui corrisponde una grande responsabilità.